"Io credo che il socialismo liberi l'uomo"
mercoledì 11 settembre 2013
giovedì 4 luglio 2013
L'incontro di Nencini con i giovani dirigenti del partito
Sabato 29 Giugno si è svolto a Roma, c/o l'Hotel Nazionale a Piazza Montecitorio, l'incontro tra il segretario nazionale del Psi, il sen. Riccardo Nencini, e i giovani dirigenti del partito. Postiamo il servizio del tg3 e la foto della delegazione lucana, tra cui il nostro vice-segretario Vito Quagliara.
Il servizio del tg3
mercoledì 1 maggio 2013
1° MAGGIO
"Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perchè non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero".
Sandro Pertini
da PensieriParole venerdì 8 marzo 2013
sabato 2 marzo 2013
Ripartire
Pier Luigi Bersani
Nichi Vendola
Bruno Tabacci
in vista dell'incontro della coalizione 'Italia bene comune', ti metto a conoscenza delle questioni che rivestono particolare carattere di priorità nell'azione di governo. Si tratta di temi che è possibile declinare già nei primi mesi di attività dell'Esecutivo e del Parlamento.
1. Diminuzione del numero di parlamentari, diverso ruolo da assegnare alle due Camere, conferimento del diritto di voto ai sedicenni.
2. Adeguamento alla media europea delle indennità dei parlamentari, normativa sui gruppi di interesse (lobby), legge su conflitto di interessi.
3. Eliminazione dei benefit per gli eletti nelle regioni e riduzione delle indennità di consiglieri e assessori regionali al livello di quanti percepiscono le indennità più basse.
4. Finanziamento pubblico da elargire solo ai partiti in regola con l'articolo 49 della Costituzione.
5. Abolizione delle Comunità Montane, incentivo alle fusioni dei comuni con popolazione inferiore ai tremila abitanti, taglio degli enti di secondo grado e contestuale predisposizione di una proposta di riforma delle istituzioni locali e regionali.
6. Introduzione di tassazione sui grandi patrimoni.
7. Abolizione dell'IMU sulla prima casa.
8. Vendita patrimonio immobiliare dello Stato
9. Taglio alla spesa pubblica improduttiva ma non ai servizi alla persona. Rendere obbligatoria la spending review nelle amministrazioni dello Stato.
10. Detassazione Irap per le aziende che assumono giovani
11. Linea di credito agevolata per PMI
12. Misure di sostegno a studenti meritevoli fuorisede
13. Reddito di cittadinanza per disoccupati impiegati in attività di pubblica utilità
14. Ricontrattazione del patto di stabilità con i vertici dell'U.E. per favorire il pagamento delle aziende che lavorano con la P.A.
15. Riconoscimento giuridico delle diverse forme di famiglia.
16. Normativa che distingua le banche d'investimento dalle banche commerciali.
Non abbiamo la pretesa di ritenere questi sedici punti esaustivi e siamo naturalmente pronti a discutere di eventuali altre tematiche che vorranno essere avanzate.
Con un abbraccio,
Riccardo Nencini
Roma, 01 Marzo 2013
giovedì 7 febbraio 2013
ll decalogo socialista
Dieci grandi questioni irrisolte. Dieci proposte di legge che i deputati e i senatori del Partito Socialista Italiano presenteranno nel primo mese di attività parlamentare.
- SVILUPPO ED EQUITÀ. Il dramma italiano è la mancata crescita. Negli anni ottanta il Pil cresceva il doppio della media europea. Negli ultimi vent'anni è cresciuto della metà. E oggi l'Italia attraversa una situazione di grave depressione. Per rilanciare lo sviluppo occorre che le forze socialiste europee abbiano la meglio su quelle conservatrici. L'Italia, intanto, nei limiti sanciti dai vincoli europei, deve operare per diminuire la tassazione sul lavoro e sulle imprese, e nel contempo dismettere parte del proprio capitale immobiliare, senza per questo svenderlo come già avvenuto in epoca di privatizzazioni. Il tutto nell'ottica di una politica di equità sociale, che preveda che chi più ha più dia.
Per questo il Psi propone una patrimoniale sui grandi patrimoni immobiliari e finanziari, una diversa e più selettiva modulazione dell'Imu che escluda la prima casa, tranne quella di lusso, il superamento del patto di stabilità – causa di larga parte delle difficoltà degli enti locali nel pagamento delle imprese - per quanto riguarda gli investimenti e una sua generale ricontrattazione. Su questi ultimi tre punti il Psi orienterà la sua prima proposta di legge. - LA COSTITUENTE. Il Psi da tempo ha lanciato la parola d'ordine della Costituente riprendendo uno slogan di Pietro Nenni nell'immediato dopoguerra ma valido ancor oggi: "O la Costituente o il caos". Oggi il caos istituzionale è la prassi della vita democratica italiana. Si vive in una situazione schizofrenica, in un sistema formalmente parlamentare ma sostanzialmente presidenziale.
La Costituzione resta quella del 1948 con la sola modifica del Titolo quinto, introdotta dal governo dell'Ulivo e poi messa in discussione dallo stesso governo Prodi per le numerose incongruenze introdotte nel rapporto tra stato e regioni. Per il resto le uniche modifiche introdotte in questi vent'anni di seconda Repubblica mai nata sono esclusivamente di natura elettorale. Il Psi porterà in Parlamento una riforma organica dello Stato, da varare attraverso un'Assemblea costituente, che dovrà scegliere tra parlamentarismo e presidenzialismo e solo in seguito tra proporzionalismo e maggioritario a uno o due turni. La preferenza del Psi è per un modello parlamentare di tipo tedesco, eventualmente con cancellierato, e per un proporzionale corretto, a cui si aggiunga la diminuzione del numero dei parlamentari e il Senato delle regioni. - LA DEMOCRAZIA DEI CITTADINI. Il Psi è partito della democrazia dei cittadini, non della democrazia delle èlites. In questi vent'anni sono venute meno molte prerogative democratiche. Parlamentari nominati e non eletti, listini regionali bloccati, giunte regionali, provinciali e comunali incompatibili con i Consigli, questi ultimi depotenziati dai tradizionali poteri, adesso proposta di abolizione dei Consigli provinciali e trasformazione delle province in enti di secondo grado, abolizione delle circoscrizioni nelle città con meno di 250mila abitanti.
La democrazia del popolo, che si esercita attraverso il voto, è stata gradualmente sostituita dalla democrazia delle élites, alle quali sono affidati i poteri di scelta dei nominati. Così le èlites si sono sostituite al popolo. Sono divenute il vero centro decisionale del sistema politico. L'oligarchia regna peraltro sovrana in ogni campo della vita sociale.
E in particolare nel mondo dell'informazione in cui singoli giornalisti televisivi possono incrementare o soffocare singole forze politiche attribuendole o negandole spazi, nel mondo giudiziario ove i partiti dei giudici regnano sovrani nel Csm effettuando promozioni o rimozioni a seconda dell'appartenza a questa o quella associazione, nel mondo industriale e sindacale, negando progressivamente diritti decisionali o di rappresentanza. Il Psi orienterà le sue proposte al ribaltamento della situazione attuale, per il ripristino della democrazia dei cittadini. - I GIOVANI. Occorre ribaltare un welfare tutto basato sull'assistenza agli anziani, che vanno tutelati, mentre il mancato sviluppo e la necessità di tagliare il debito hanno portato alla ribalta l'esplosione drammatica della questione giovanile. L'Italia oggi registra quasi il 35% di giovani disoccupati, che rappresentano un problema di ordine economico e sociale. Il Psi lavora per creare opportunità e non solo per la difesa di uno stato sociale che sta diventando iniquo. Investimenti sociali dunque.
Una legge che preveda la detassazione delle assunzioni giovanili, ammortizzatori per i giovani che passano da un lavoro a un altro, con copertura parziale dello stipendio e formazione professionale garantita, un salario minimo garantito per tutti i giovani in cerca di occupazione e intanto utilizzati per servizi di interesse pubblico ( la copertura potrebbe essere individuata da una maggiore entrata fiscale dovuta alla lotta all'evasione e da una maggiore tassazione delle rendite e dei grandi patrimoni). - LA GIUSTIZIA GIUSTA. È un vecchio obiettivo dei socialisti, che introdussero per referendum la responsabilità civile dei magistrati nel 1987, poi praticamente azzerata da una legge debole e contraddittoria. Occorre rilanciare, attraverso una proposta di legge del Psi, il tema giustizia con: lo sveltimento dei processi, magari anche la limitazione a due dei livelli di sentenza, la più scrupolosa e quasi mai rispettata gestione del carcere preventivo, che va ancor meglio e più specificatamente precisato, certo ristretto a casi estremi e non usato a fini di confessione, la separazione delle carriere dei magistrati, tra inquirenti e giudicanti, come avviene in tutti i paesi europei.
- LA REPUBBLICA LAICA. Il Psi proporrà di inserire all'articolo uno della Costituzione la parola "laica". L'Italia diviene così una Repubblica laica fondata sul lavoro. Il Psi intende rilanciare il tema dei diritti civili in Parlamento. Soprattutto su tre temi. Sulle coppie di fatto e il matrimonio gay, sul fine vita, sulla fecondazione assistita.
- I DIRITTI INDIVIDUALI. Sul matrimonio si intende parificare i diritti per le coppie eterosessuali e omosessuali, come avviene in Spagna e ormai anche in Francia, e come sta avvenendo perfino nell'Inghilterra del conservatore Cameron e in diversi stati americani. Più che leggi speciali occorre una semplice parificazione di diritti civili. E così per le coppie non sposate che devono poter godere di diritti all'ereditarietà e all'assistenza che solo l'Italia nega loro, ultima in tutta Europa.
Sul testamento biologico. l'Italia è il fanalino di coda del continente. Il primo a trattare l'argomento fu il socialista Loris Fortuna, padre della legge sul divorzio e sull'aborto, con una poposta di legge nel 1983 caduta nel vuoto. Il caso Englaro ha riacceso i riflettori sulla mancanza di qualsiasi legge sul fine vita, contrariamente agli altri paesi, dopo che già il caso Welby l'aveva richiamata. La legge che il centrodestra ha tentato di approvare a fine legislatura, rappresenta quanto di più conservatore, assurdo e liberticida esista. In nessun altro paese europeo, nemmeno nella Germania della democristiana Merkel, alimentazione e idratazione artificiale vengono considerate obbligatorie e da non contemplare nel testamento biologico. Il Psi sull'argomento si farà promotore di una proposta di legge che dedicherà a papà Englaro e che prevede che anche alimentazione e idratazione artificiali possano essere oggetto di testamento biologico. La pessima legge sulla fecondazione approvata nel 2004, e poi sottoposta a referendum abrogativo fallito per la mancanza del quorum, deve essere assolutamente modificata. Si tratta della terza anomalia italiana rispetto all'Europa in materia di diritti civili.
La legge italiana, infatti, ammette solo la fecondazione omologa, cioè della coppia sterile, e vieta invece quella eterologa, con seme o ovulo di una terza persona. E in più pone il divieto di utilizzare più di tre embrioni, anche per la crioconservazione e il loro uso a fini terapeutici. Si è creato il signor Embrione, che viene tutelato più del feto. Così la legge 40 sulla fecondazione assistita risulta in evidente contraddizione con la legge 194 sull'interruzione volontaria della gravidanza, richiamando su questo tema perfino l'attenzione della Corte dei diritti umani di Bruxelles. Il Psi si farà promotore di un netto cambiamento della legge 40. - LO IUS SOLI. Il Psi, con la legge Martelli del 1990, è stato il primo partito che ha affrontato il delicato problema dell'immigrazione. Oggi richiama il Parlamento a un dovere non più rinviabile. Riconoscere la cittadinanza italiana a tutti i bambini nati in Italia dagli immigrati che vi abitano regolarmente, in nome di un principio di civiltà, di umanità e di laicità, che deve prescindere dalla razza, dalla lingua e dalla religione.
- LA RIFORMA DELLA LEGGE SULLE BANCHE. Anche alla luce dello scandalo del Monte dei Paschi di Siena, il Psi ritiene urgente una profonda riforma degli istituti di credito in Italia. Occorre distinguere tra banche d'investimenti e banche commerciali perché il cittadino deve sapere dall'inizio come sono gestiti i suoi risparmi.
Nessuna fondazione bancaria può detenere oltre il 30 per cento delle azioni bancarie, i cosiddetti derivati devono essere regolamentati diversamente (si può prevedere anche il divieto dei cosidetti derivati misti) e il richiamo dei rischi di ogni investimento, e non solo quello sul mercato azionario, deve obbligatoriamente essere comunicato all'investitore. Si deve anche prevedere un ruolo pubblico nel finanziamento alle imprese, che oggi necessitano di risorse per investimenti, per tutelare e incrementare l'occupazione. Lo stato può e deve entrare in campo per far sì che il sistema bancario conceda credito all'economia italiana, e anche l'azione per il recupero dell'evasione fiscale messo in moto da Equitalia, non deve mai scontrarsi con la necessaria tenuta del nostro comparto industriale, artigianale, commerciale. - UNA SCUOLA LIBERA, DEL MERITO E DELLA FORMAZIONE. In tanti hanno tentato di por mano a riforme della scuola superiore e dell'università. Il Psi rilancia l'esigenza di una riforma organica tanto del sistema delle scuole superiori per offrire diverse opzioni umanistiche, scientifiche, tecniche, musicali comunque collegabili al mondo del lavoro e aperte alle esperienze del progetto 'Erasmus', quanto dell'università, centro di eccellenza da sottrarre a vecchie logiche baronali e da sostenere con una percentuale fissa del nostro PIL non inferiore a quella dei paesi del nord Europa per farne un luogo che offra la possibilità a tutti gli studenti meritevoli di conseguire la laurea (il numero dei laureati in Italia è in forte decrescita e supera di poco il 20 per cento contro il 40 per cento dei paesi europei più avanzati). Anche il sistema della doppia laurea va rivisto non avendo generato maggiori opportunità per aprirsi al mercato del lavoro. Il nostro Paese attraversa una duplice crisi.
Quella dei giovani che sono costretti ad abbandonare l'università e quella dei laureati senza lavoro, e che a volte sono costretti a lasciare l'Italia, imbarazzante analogia con il nostro passato di primo Novecento. La differenza è che oggi lasciano l'Italia i cervelli, gli scienziati, i ricercatori. Il Psi tenterà con tutti i suoi mezzi di potenziare la ricerca, di considerare la cultura, il turismo, la scienza, lo sport come straordinari fonti di sviluppo e di occupazione. Proporrà per questo l'istituzione del ministero della Cultura e, d'altro lato, di quello del Turismo, nonché di un singolo ministero dello Sport che, senza sottrarre al Coni i suoi poteri, rilanci la pratica sportiva anche come occasione di prevenzione e dunque di potenziale risparmio di cure. Si tratta di funzioni che devono essere considerate fondamentali per il futuro dell'Italia. Il Psi tali le considererà nella futura azione parlamentare.
venerdì 1 febbraio 2013
mercoledì 17 ottobre 2012
Documento
LA SEGRETERIA REGIONALE DEL PSI DI BASILICATA
nella riunione del 15 ottobre 2012 ha valutato i provvedimenti presi dal Governo e dal Parlamento in ordine al riordino delle Province, come previsto dal D.L. n.95/2012 convertito con la Legge n.135 del 7 agosto 2012.
A seguito dell’esame del provvedimento il PSI di Basilicata esprime le seguenti considerazioni:
1.
In via preliminare, il PSI ritiene che i cittadini lucani non possano ritenersi soddisfatti dell’attività svolta da tutti i rappresentanti istituzionali di Basilicata in seno al Governo e al Parlamento.
Il provvedimento, così come costruito, non avrebbe dovuto condurre al risultato di mantenere una sola provincia coincidente con il territorio della Regione. Eppure il risultato finale determinato dalle decisioni assunte dal Governo nell’individuare i parametri produce il risultato, inaccettabile per la Basilicata, di riorganizzare il territorio lucano su un’unica Provincia avente una dimensione di 10 mila chilometri quadrati. La Provincia più grande d’Italia.
2.
Il PSI ritiene fondamentale garantire la coesione dell’intero territorio regionale, indispensabile per la tenuta democratica della Regione Basilicata.
Coesione e tenuta democratica si realizzano anche con il mantenimento di un elevato grado di policentrismo verticale e anche spaziale nella organizzazione delle istituzioni, reso ancora più necessario dall’indebolimento del sistema dei partiti.
Per questo, senza ambiguità, è necessario raccomandare ai Comuni delle due città capoluogo di Provincia e al Comune di Potenza, in particolare, la necessità di trovare una responsabile soluzione politica, con un’intesa che conduca al mantenimento nella città di Matera almeno della sede degli organi politici dell’ente provinciale.
3.
La Basilicata ha già perso una grande occasione nel non essere riuscita a concretizzare in tempi accettabili il progetto della “Grande Lucania”; un’idea forte che avrebbe recuperato territori, demografia e risorse nella storia e nelle tradizioni comuni a una parte del territorio della Campania. La Grande Lucania ci avrebbe consentito oggi di non dover subire il ridimensionamento istituzionale che la Basilicata è chiamata ad affrontare.
Con più convinzione e maggiore determinazione, la Basilicata deve riaffermare il riconoscimento della sua peculiare identità ed autonomia, nell’ambito di un riassetto dello Stato in chiave federalista che si fondi, però, su un confronto istituzionale “ortodosso”, non pressato dal vento populista dell’antipolitica o dalle esigenze di bilancio.
La democrazia non può essere cancellata dalla oggettiva debolezza di un Parlamento che ha perso di autorevolezza e di credibilità e che oggi si è assegnato da solo il ruolo di notaio.
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| Un momento della discussione |
giovedì 4 ottobre 2012
La denuncia inascoltata
Purtroppo questi sono i risultati del berlusconismo, al quale certa sinistra e tutti i media fino ad ora si sono accodati. E' solo l'ultimo caso di iniziative, proposte, idee che puntualmente sono state ignorate.
mercoledì 3 ottobre 2012
L’elefante nella stanza
Questa famosa espressione viene usata per denunciare una
situazione in cui evidenti verità vengono taciute per compiacere il potere,
politico e non. E’ proprio quello che sta succedendo, da un po’ di tempo a
questa parte, nel M5S. Il cui consigliere regionale Giovanni Favia, in una
recente puntata del programma “Piazzapulita”, ha affermato che nel M5S la
democrazia non esiste. Toh, che sorpresa. Un paio di mesi fa Marco Camisani
Calzolai, docente allo Iulm, ha pubblicato uno studio secondo il quale oltre la
metà dei follower di Grillo (e di altri politici), sono falsi. Mal gliene
incolse. La ritorsione dei grillini e del gran capo è stata immediata. Hanno
attaccato, attraverso il c.d. mailbombing[1], il malcapitato docente che, per tutelarsi, è stato costretto a
rivolgersi alle autorità competenti. E che dire della querelle tra il
neosindaco parmense Pizzarotti e Grillo sulla nomina (poi ritirata – il capo è
il capo!) di Valentino Tavolazzi cacciato dal Movimento perché inviso a Grillo
in quanto reo di aver denunciato lo strano connubio (mai chiarito…) tra lo
stesso e la Casaleggio Associati. Sandra Poppi, consigliere comunale di Modena,
espulsa perché accusata di denigrare il
movimento mentre aveva solo denunciato una scorrettezza ai suoi danni[2]. Vittorio Ballestrazzi, uno dei fondatori del M5S di Modena si oppone
all’espulsione. Cacciato anche lui. La lista degli epurati è lunga. A Cento i
dissidenti, cacciati perché non allineati riguardo al caso Tavolazzi, hanno
modificato il simbolo e il nome formando un nuovo movimento politico. Ma l’episodio
più grave resta il caso Favia. A parte la ridicola ipotesi del complotto (le
affermazioni sono state fatte durante un fuorionda), vecchio vizio italico
usato da molti per giustificare le proprie magagne[3], la faccenda è talmente seria
che Favia, formalmente solo sfiduciato ma non cacciato (che sottile forma di
esclusione…), ha replicato alle accuse di Grillo citando l’ormai famosa frase
di Fini “che fai mi cacci?”. Un capo che
decide, insindacabilmente e da solo, chi può far parte e chi può candidarsi (a
quando il “manifesto della pura razza grillina”?). Molti proclami e poche
proposte alcune delle quali veramente assurde come quella di introdurre a Parma
il fiorino come moneta di scambio al posto dell’euro. O come quella di rendere
pubbliche le leggi on line almeno tre mesi prima dell’approvazione in modo tale
da permettere ai cittadini di fare i propri commenti. Assurda perché, se ad
esempio, si trattasse di un provvedimento antievasione quel tempo potrebbe
bastare agli evasori per fare le contromosse. I militanti, pardon iscritti, del
M5S continuano a sostenere, mentendo sapendo di mentire, che sono indipendenti
da Grillo. Che rimane l’unico proprietario del logo e di conseguenza il dominus
incontrastato del M5S. Un dominus che si arroga il diritto divino, frutto di
una molto presunta superiorità morale, di parlare contro tutti e con qualsiasi
tono. E se qualcuno si difende da questi attacchi magari sporgendo querela,
Grillo si trincera dietro la libertà di parola e della rete. Se però è lui, o
il M5S, ad essere criticato allora scatena i suoi integralisti seguaci contro
il malcapitato di turno. Senza nemmeno chiedersi se le critiche sono fondate o
meno. Alla faccia della libertà di parola, della rete, del civile diritto di
critica e del dissenso e, soprattutto, della democrazia. Che non abita nel M5S.
[1] E’ una forma di attacco informatico
attraverso il quale grandi quantitativi di email vengono inviati ad un unico
destinatario provocandone l’intasamento della posta elettronica. Una delle
secondarie conseguenze è l’impossibilità di usare la connessione internet per
altri scopi o anche il crash dei server che sono preposti alla scansione antispam
e antivirus della posta stessa.
[2] La Poppi, alle regionali del 2009, si piazza
seconda alle spalle di Favia. Quest’ultimo, dovendo scegliere tra i collegi di
Modena, Bologna e Reggio Emilia, su indicazione del M5S, opta per il primo,
consentendo di entrare in Regione all’amico De Franceschi che aveva ottenuto
meno della metà delle preferenze della Poppi. Quando si dice la vera amicizia...
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